Molti esperti: medici sportivi, dietologi, sostengono da tempo, che è sufficiente curare attentamente la dieta, con programmi alimentari commisurati agli obbiettivi dell'atleta per fornire all'organismo umano tutto quello che serve per sviluppare la performance sportiva.
Se da un lato è vero, che un equilibrato apporto delle sostanze nutritive, soddisfa le esigenze fondamentali, salvo il ricorso in certi casi agli integratori, dall'altro si sa che, il vero "nocciolo" del problema della prestazione dell'atleta, è rappresentato dal metabolismo degli zuccheri.
Gli zuccheri assumono quindi un ruolo strategico nella attività agonistica, ruolo che in parte è stato sottovalutato, per privilegiare "sostanze" non sempre confacenti al progresso dell'attività sportiva e dello sport in genere. Gli zuccheri sono sostanze naturali che presiedono a numerosissimi processi (metabolismo energetico delle cellule), alcuni dei quali non ancora completamente riconosciuti, perché in certi casi sfugge la dinamicità e l'evoluzione, della complessa catena di reazioni enzimatiche che sovrintendono alla "biosintesi" a livello dei muscoli scheletrici e del muscolo cardiaco.
Zuccheri di tipo non idoneo, o somministrati in modo errato possono causare problemi di ipoglicemia. È una situazione frequente, dovuta al tasso di glucosio nel sangue (glicemia) che scende sotto i valori normali, creando notevoli problemi all'atleta.
Le cause di quest'abbassamento sono due:
Dunque i carboidrati non si possono assumere indiscriminatamente, ma si deve sapere quali scegliere, in che quantità e quando prenderli. Quindi è opportuna una somministrazione mirata degli zuccheri in fase di: allenamento, prima della gara, durante la gara, dopo la gara.
Gli zuccheri multifunzionali di BIOSUGAR evitano gli errori, di sottostima e sovrastima del fabbisogno energetico, l'assimilazione differenziata assicura la giusta quantità di energia, nel momento del bisogno.
Nel processo metabolico gli zuccheri di BIOSUGAR, esprimono una forte polivalenza, questo anche per la presenza del Ribosio che è il precursore dell'ATP una vera e propria riserva energetica, anche in fase di anaerobiosi.
Il Ribosio è l'alternativa alla creatina, non è più necessario forzare la produzione dell'ATP attraverso il meccanismo di creatinfosfato o fosfocreatina, che come è noto può creare problemi di varia natura.
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