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Il D-Ribosio

Scientific Rewiew

di Andrea Poli e Claudia Valla - Pubblicato su "L'Informatore Nutrizionale" del Marzo 2000

INTRODUZIONE
Il D-ribosio* è uno zucchero (pentoso) a cui è attribuibile un ruolo fondamentale nel metabolismo energetico delle cellule di tutti gli organismi viventi. In primo luogo, è impiegato per la produzione di glucosio, lo zucchero utilizzato dal nostro corpo per l' ottenimento di energia. Secondariamente, può essere convertito in piruvato, composto che concorre alla produzione di energia a livello cellulare, in presenza di ossigeno, mediante la partecipazione a quella complessa serie di reazioni enzimatiche comunemente conosciuta con il nome di 'ciclo di Krebs'.
Il D-ribosio partecipa alla formazione dei nucleotidi, quali adenosin trifosfato (ATP) , adenosin difosfato (ADP) e adenosin monofosfato (AMP) , composti essenziali per il mantenimento di un corretto livello energetico necessario alla cellula per l'espletamento delle sue funzioni vitali, nonché per la sintesi degli acidi nucleici (RNA, DNA).
Esso rappresenta inoltre un precursore di primaria importanza nella biosintesi di alcuni aminoacidi, come istidina, glutammina, glutammato, prolina ed arginina, del glicogeno, di alcune glicoproteine e dei nucleotidi ciclici (i quali sono, per esempio, necessari al controllo dell'attività del calcio e di altri elettroliti all'interno della cellula).

Per ultimo, il ribosio può anche essere impiegato per la sintesi della vitamina B2 (riboflavina) e di alcuni farmaci antivirali. Dal momento che il D-ribosio rappresenta, un composto semplice e parallelamente di fondamentale importanza nelle vie metaboliche di produzione, riconversione ed utilizzazione dell'energia, sembra oggi più che mai aperta la strada per la sua sempre maggiore diffusione come integratore.
Il D-ribosio assunto per via orale come integratore, infatti, può aiutare il corpo a restaurare velocemente l' energia perduta, in particolare dopo un 'intensa attività fisica.
Le potenzialità del ribosio sono numerose e molte, come vedremo, sono ancora da esplorare.
Oggi sappiamo che, in media, il corpo umano contiene circa 1.6 mg di ribosio per 100 ml di sangue, in ogni istante della giornata. Il tasso di ribosio nel sangue è comunque molto variabile nella popolazione: per alcuni individui è pari a zero, mentre per altri può raggiungere valori addirittura pari a 3.6 mg/100 ml.
La presenza di ribosio è riscontrabile in tutte le cellule viventi, e quindi anche in quelle dei cibi di cui ci nutriamo, ma le quantità non sono degne di nota. Anche il ribosio contenuto nella carne si perde con la cottura (1,2).
Recenti studi (3) sembrano dimostrare la presenza di D-ribosio in quantità apprezzabili (1.28-5.08 mg/5 ml di campione) solo in alcuni vegetali non particolarmente comuni quali, ad esempio, il Sesamum radiatum ed il Pennisteum thiphoides (piante di origine africana).
In generale, dunque, possiamo affermare che lo zucchero D-ribosio non rientra tra i principi nutritivi apportati in quantità apprezzabili dalla comune dieta occidentale.
Per questi motivi, se si desiderano sfruttare i vantaggi che il D-ribosio può offrire in termini di aumento della velocità del ricambio energetico, è necessario assumere gli integratori alimentari.

Processo di fabbricazione
Il ribosio presente negli integratori alimentari deve il suo prezzo, poco competitivo rispetto a quello di altri integratori alimentari, agli alti costi di produzione. Attualmente esistono due processi fondamentali per la produzione di D-ribosio. La tecnica più costosa richiede la coltura di lieviti in appositi impianti finalizzati all'aumento delle biomasse. Le cellule sono scisse in modo da far fuoriuscire gli acidi nucleici (DNA e RNA) dal nucleo, questi sono poi raccolti ed idrolizzati in modo da estrarre il ribosio.
Una tecnica parimenti efficace e meno costosa consiste nella fermentazione diretta dello sciroppo di grano turco (contenente glucosio) da parte di specifiche colture batteriche. Tali batteri, durante la fermentazione, si nutrono del glucosio e producono ribosio grazie alloro particolare metabolismo. Il ribosio presente nel brodo colturale viene raccolto, purificato e cristallizzato ( 4) .
La purezza del D-ribosio dipende dunque sia dal processo produttivo, che dalle operazioni finali di purificazione, ed in particolare, dalla loro conduzione secondo le buone pratiche di fabbricazione (GMP).
Nel D-ribosio in commercio, infatti, si possono trovare diverse impurezze. In pratica, però, tutte le impurezze riscontrabili consistono in altri tipi di zuccheri, quali ad esempio, il glucosio o l'arabinosio, od in alcoli dello zucchero, come il sorbitolo.
Può essere comunque difficile trovare tali impurezze con le tecniche di analisi standard perché esse spesso risultano 'nascoste' dal D-ribosio.

Metabolismo
Per comprendere fino in fondo il ruolo giocato dal D-ribosio nel metabolismo energetico cellulare è necessario premettere che la fonte più elementare di energia utilizzata dal nostro organismo è l' ATP. Tale molecola è costituita da tre diverse unità fondamentali: adenina (una molecola), ribosio (una molecola) e fosfato (tre molecole legate fra loro da legami molto energetici) ed è utilizzata in ogni processo che richiede energia. L'allontanamento di uno di questi tre gruppi fosforici dalla molecola dell'ATP provoca il rilascio di energia e forma ADP ( cioè la stessa molecola, ma con due soli gruppi fosforici).
L'AMP rappresenta invece il nucleotide prodotto in seguito al distaccamento dell'ultimo gruppo fosforico dall'ADP (Fig. 1).

 

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