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Soglia aerobica e anaerobica

I vantaggi più consistenti si ottengono nella zona di passaggio aerobica-anaerobica. Il D-ribosio limita la concentrazione di acido lattico.

Il meccanismo ossidativo è più lento ma più vantaggioso di quello non ossidativo in quanto, a parità di zuccheri, la quantità di ATP prodotta è assai superiore. Naturalmente ci sono dei limiti, variabili da soggetto a soggetto, poiché la quantità di zuccheri e di grassi che può essere bruciata nell'unità di tempo dipende dalla quantità di ossigeno che l'atleta riesce a consumare efficientemente. Il consumo di ossigeno cresce all'aumentare dello sforzo richiesto, fino ad un limite oltre il quale tale consumo rimane costante.
In questo senso l'allenamento deve servire da test: alla fine ciascuno troverà la quantità giusta di Ribosio R55 ed R109 necessaria al proprio fisico e al proprio sforzo, ciò provocherà un aumento della fase aerobica. Nella valutazione funzionale viene fatta una differenza tra soglia aerobica e soglia anaerobica.
Tra questi due valori si trova una zona di passaggio aerobica-anaerobica, molto complessa, di regolazione dell'organismo, e dove si hanno in genere - con un allenamento mirato ed utilizzando Ribosio R55 ed R109 - i miglioramenti più evidenti e sensibili della prestazione, rispetto a quelli assoluti.
Le riserve di glicogeno non sono l'unica fonte di energia per il muscolo. Durante un esercizio vigoroso nel sangue vengono liberati acidi grassi, che sono utilizzati dal muscolo con le riserve di glicogeno. Una volta che le riserve di glicogeno sono state esaurite, tuttavia, il muscolo non può affidarsi interamente agli acidi grassi liberi senza stancarsi rapidamente, questo perché, durante un esercizio intenso, diventa parzialmente anaerobico.
L'ossigeno semplicemente non può essere fornito al tessuto muscolare abbastanza rapidamente da rispondere alla domanda di produzione di ATP. Mentre le riserve di glicogeno possono essere usate ugualmente bene, sia aerobicamente che anaerobicamente, gli acidi grassi possono essere usati solo aerobicamente. In queste condizioni l'ATP non si rigenera abbastanza rapidamente da essere l'unica fonte di energia.
Da questo meccanismo si evince quanto sia importante la presenza del D-ribosio per accelerare la produzione di ATP e quindi utilizzare gli acidi grassi come "combustibile alternativo".
Nel meccanismo anaerobico, il processo di costituzione di ATP attraverso la scissione degli zuccheri è molto veloce ma lascia delle scorie, che si accumulano nei muscoli sotto forma di acido lattico.
L'eliminazione dell'acido lattico dall'organismo avviene lentamente e il suo accumulo è uno dei fattori che limitano la quantità di lavoro muscolare che un individuo può compiere: la sua presenza nei muscoli determina, infatti, uno stato di intossicazione temporanea delle cellule, che si traduce nella sensazione di fatica. Attraverso particolari meccanismi l'acido lattico può essere una risorsa energetica, anch'esso usato come "carburante" attraverso un meccanismo di ricomposizione delle molecole di ADP.
La soglia aerobica (secondo Mader) è caratterizzata da un valore della concentrazione di lattato pari a 2 mmol/l, invece per quella anaerobica le 4 mmol/l . I valori della zona di passaggio sono compresi tra le 2,5 e le 3,5 mmol/l. La soglia individuale è influenzata dagli enzimi del metabolismo aerobico, con il cambiamento della loro attività, indotto dall'allenamento, si modifica anche il livello della soglia del metabolismo aerobico-anaerobico a livello cellulare.

 

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